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CENZA THERMES e “Il ‘mio’ Giorgio Aleo e la sua Historia”.

1 Aprile 2013

Per i tipi della Artigianarte Service la scrittrice Cenza Thermes, nota negli ambienti letterari per la stampa di diverse opere, ha provveduto alla pubblicazione di “Il ‘mio’ Giorgio Aleo e la sua ‘Historia’”.
È uscito un nuovo libro che ha per titolo “Il ‘mio’ Giorgio Aleo e la sua Historia”. Il bel volume di oltre 200 ampie pagine, corredato da numerose e rare illustrazioni, é stato stampato a cura della cagliaritana Artigianarte Editrice. Dire, anche succintamente, chi sia la Thermes é impresa non facile, se non altro perché é autrice di numerose pubblicazioni, tutte improntate sullo sviscerato amore che nutre per la città di Cagliari. La Thermes é sempre stata amante dello studio e, quindi, della cultura: laureata in Lettere; per tanti anni docente, ha terminato la sua carriera scolastica da Preside di Scuola media; ha fatto ricerche minuziose su tutti quelli che hanno scritto qualcosa di importante su Cagliari; ha collaborato con varia stampa ed ha pubblicato una serie infinita di articoli; ha scritto stupende poesie; é una impareggiabile latinista e conosce molto bene i linguaggi iberici; ha dedicato tanto tempo alla ricerca di documenti antichi di lingua straniera e ne ha curato la traduzione; ha percorso in lungo e in largo le strade di Cagliari per avere una diretta conoscenza delle miserie e delle nobiltà cagliaritane; é andata alla ricerca di monumenti, di opere artistiche, di angoli caratteristici da rappresentare in modo mirabile nei suoi scritti. In poche parole, la Thermes, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua attività letteraria, é persona di alta cultura che ha saputo trasfondere in articoli e libri tutto l’affetto che nutre per la sua Cagliari.
Padre Giorgio Aleo, nato nel capoluogo isolano nella seconda metà del sec. XVII, al quale nel battesimo dfu posto il nome di Lussorio, fin dalla gioventù si dedicò allo studio della storia sar¬da. Compiuti gli studi letterari e scientifici nei conventi francescani della provincia sarda, si volse a quelli della sua terra e, nel 1671, diventato superiore del convento di S. Benedetto di Cagliari, fu esiliato a Castelvetrano, in provincia di Trapani; il motivo era stato perché aveva sparlato del governo del viceré duca di S. Germano, che aveva eliminato molti nobili ed ecclesiastici e che aveva terrorizzato la cittadinanza cagliaritana.
Si diceva anche che Padre Aleo era legato con i congiurati che uccisero, nel 1668, il marchese di Camarassa, viceré di Sardegna. A riguardo del suo assassinio, il cappuccino scrive, nella sua opera manoscritta, che egli stesso l’aveva avvertito che volevano ucciderlo; al che questi rispose, chiamando come testimone Dio, che egli non aveva avuto parte nella morte di Agostino di Castelvì, come in città si diceva. Tornato a Cagliari nel 1675, dopo che il San Germano era stato sostituito dal marchese di Los Velez, scrisse un’interessante storia sulla Sardegna, non data alle stampe, dal titolo “Successos generales de la Isla y Reyno de Sarde ¤ a” (Principali avvenimenti dell’Isola e del Regno di Sardegna), vasta storia dell’isola, in due parti, oggetto di studio continuo da parte di ricercatori di noti¬zie sulle cose sarde.
Altra opera è appunto la “Historia cronologica y verdadera” (Storia cronologica e vera), che interessa il periodo 1637-1672, inedita sino al 1916, quando la pubblicò in italiano il cappuccino Padre Attanasio da Quartu S.Elena. Entrambi i manoscritti si trovano nell’Archivio Storico del Comune di Cagliari.
Questo in sintesi quanto si conosce della vita di questo padre cappuccino che ci ha lasciato due opere manoscritte, di cui oggi una ha avuto diverse pubblicazioni e diversi studiosi che si sono interessati a questo manoscritto che ci dà il resoconto di fatti, personaggi e luoghi che riguardano la storia isolana di un grossa parte del diciasettesimo secolo.
Quando, nei primi anni del Settanta, lessi il libro pubblicato dal Padre Attanasio, scrissi che sarebbe stato necessario riordinarlo e ristamparlo correggendo alcuni errori di interpretazione. Degli scritti di Giorgio Aleo si sono interessati in pochissimi; soprattutto in questi ultimi anni sono stati alcuni che hanno provveduto alla pubblicazione. Di queste ultime pubblicazioni la studiosa Cenza Thermes, collaboratrice di periodici sardi, autrice di “Ca¬gliari, amore mio” e di diversi saggi, si è interessata provvedendo ad una rilettura del manoscritto e dandogli una sua interpretazione tanto che al lavoro dà un titolo molto espressivo: “Il ‘mio” Giorgio Aleo” e la sua historia”.
Come ha tenuto a dire il 9 giugno scorso, il relatore della presentazione prof. Tito Orrù nella sala degli “Amici del Libro”, questo libro è veramente un lavoro tutto suo perché ha detto dell’opera una interpretazione originale ed anche perché ha fatto seguire alla dine del trattato dell’Aleo, una seconda parte originalissima avendo provveduto a interessarsi a porre in evidenza quanto hanno fatto nei loro giorni del mandato di viceré di Sardegna al tempo della vita di padre Aleo. Inoltre, ha messo in evidenza i personaggi che si trovano nel lavoro del cappuccino cagliaritano. E’ passata poi ad illustrarci alcuni fatti comprese le sciagure naturali, tra queste, l’invasione delle cavallette; funesti presagi che annunciano le più grosse sciagure, tutta la storia della peste nei vari centri isolani (nella serata della presentazione dell’opera della Thermes, della peste ha parlato con grande proprietà il dott. Paolo Contu), le monete false, il banditismo. In chiusura, ecco la parte finale con cronache, fatti e fattacci.
La Thermes, con prosa agile e dotta e con riferimenti precisi e puntuali, con questo scritto dà la possibilità agli studiosi di conoscere a fondo il lavoro del cappuccino Giorgio Aleo. Così, faccio mio quanto è stato espresso nell’Introduzione dell’opera, convinto che il lavoro compiuto dalla Thermes è di grande utilità non solo agli studiosi, ma anche ai non addetti ai lavori, e augurando alla scrittrice grande successo, meritato per la gioiosa fatica fatta per questa pubblicazione di un libro di grande formato, che ha oltre 210 pagine, arricchito da alcune immagine del periodo.
Luigi Spanu, Sardegna magazine, settembre 2005

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