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SERATA IN RICORDO DELLA ILLUSTRE CENZA THERMES La scrittrice ricordata lo scorso 15 dicembre nei saloni dell’Associazione Amsicora CENZA THERMES, L’ANIMA DI CAGLIARI NEI SUOI LIBRI IL “SOLE” DELLA CITTÀ di Luigi Spanu

Il 15 dicembre scorso (2010) , nella serata letteraria nel salone dell’associazione Amsicora, dai relatori Patrizia Piras, Matteo Porru, Vittorio Raspi e Luigi Spanu è stata ricordata, ad un anno dalla morte (22 dicembre 2009), la socia Cenza Thermes, illustre personaggio, grosso intellettuale sardo, soprattutto cagliaritano. Esperta in tradizioni popolari, la Thermes è stata una studiosa che ha amato molto la sua Cagliari, alla quale ha dedicato molti suoi scritti. Questo articolo ricorderà brevemente la sua intensa e lunga attività culturale attraverso i suoi scritti, le sue poesie in italiano e in spagnolo e i suo racconti.
Non è facile stendere uno studio che percorra la sua lunga strada biografica e culturale. Nell’anno sociale 1999/2000 ho presentato ai soci, in sua presenza, quanto aveva sino ad allora fatto. Avevo detto: è un personaggio molto importante non solo della nostra città, ma anche di tutta la Sardegna per i suoi meriti scolastici e soprattutto per quelli letterari.
Con un lessico alto e raffinato, sono molti i suoi scritti apparsi nel giro di un trentennio. È stata una scrittrice di grande spessore, una poetessa, una saggista e una commediografa. Per il teatro aveva scritto la sceneggiata dei “Piccioccus de crobi” (I ragazzi della cesta), presentato nel mese di maggio del 1999 nel teatro dell’associazione, riscuotendo grande successo.
La Thermes, deceduta alla veneranda età di novantasette anni, è nota soprattutto per quel che è stato il suo primo impegno letterario, la prima pubblicazione di grande respiro: “Cagliari amore mio”. Credo che molti avranno sentito di questo lavoro o hanno potuto leggere qualche pagina, o hanno visto le belle immagini che vi sono e quanto di interessante vi si trova. Negli anni che ha frequentato l’associazione e i corsi di lingua spagnola, ha detto che vi si è trovata bene per aver avuto tante amicizie, a incominciare dal suo presidente Aldo Ritano.
Per i suoi vent’anni passati in una scuola di Monserrato, come preside, ha avuto l’onore della cittadinanza onoraria monserratina. Così ha tre cittadinanze: di Sinnai dove è nata (27 marzo 1913); di Cagliari, in cui ha vissuto oltre ottant’anni e appunto di quella di Monserrato. Prima della sua morte mi ha comunicato di aver donato la sua immensa e importante libreria alla biblioteca del Comune di Monserrato.
Il primo suo lavoro, come ho scritto, è “Cagliari amore mio”, col quale ha riscosso lusinghieri consensi e molti riconoscimenti. Attraverso la narrazione fluida e seducente, nella lettura si godono le belle pagine che l’autrice ci offre con una produzione feconda, lettura gradevolissima, opera di notevole interesse in cui ha messo in evidenza le più belle caratteristiche della capitale della Sardegna. Ma il primo lavoro in cui appare il suo nome è “L’elefante sulla torre”, da lei curato con altre persone: una raccolta di articoli su Cagliari di F. Alziator, pubblicati nel corso di trent’anni ne “L’Unione Sarda”. A questo lavoro è seguito un saggio autobiografico sempre dell’Alziator “Attraverso i sentieri della memoria”.
Nel titolo di “Cagliari, amore mio” si può osservare quanto è stato profondo il suo amore per questa città. È soprattutto un itinerario attraverso Cagliari, una guida della vecchia città e una prima illustrazione della nuova città, con molte immagini, che presentano in modo superlativo tutti i quartieri antichi passando in rassegna storicamente tutti i monumenti, le strade e le chiese: è un grosso lavoro, in due volumi.
Dopo questo ponderoso lavoro, si è cimentata in un altro, propriamente inserito nelle feste della città di Cagliari: la festa di maggio che richiama in Sardegna molti turisti, è la sagra di Sant’Efisio, la sagra di quel santo che ha salvato la città dalla peste del 1652-56, peste che ha flagellato l’isola per molto tempo facendo migliaia e migliaia di morti. La pubblicazione ha come titolo in inglese “S.Efisio story”, poiché la premessa è in italiano a cui segue la traduzione in inglese, francese e tedesco. Il lavoro ripercorre storicamente la vita e gli avvenimenti che riguardano il santo dei cagliaritani per antonomasia, ma è anche il santo dei Sardi.
Per il quotidiano “L’Unione Sarda” la Thermes ha collaborato con diversi articoli che riguardano sempre Cagliari: tra questi ricordo “Una storia per San Benedetto”, “La storia amara di quattro chiese cagliaritane”: San Giuseppe, Santa Croce, Il Santo Monte di Pietà, in Castello, e la quarta la chiesa del Santo Sepolcro, nella Marina. Altri due articoli interessanti sono lo sfratto di sant’Efisio” e “le cinque statue di sant’Efisio”; poi abbiamo “via Baylle, i segreti della marina”, ed altri.
Per l’edizione “Quaderni sardi” ha pubblicato (1994), “Juan Francisco Carmona, questo sconosciuto”, un autore cagliaritano del secolo XVII, poco noto e da pochi studiato.
L’anno 1996 è stato di grande attività culturale-letteraria con due lavori: una pubblicazione su le sue memorie inserite nella seconda guerra mondiale e i ricordi che si riferiscono poi a Cagliari, e un libro di racconti e di poesie: titolo molto significativo “Valse oublièe”, o “Valzer di altri tempi”. Con questo lavoro l’autrice si è inserita nel filone poetico-letterario.
Dopo, pubblica “In ombra e in luce, Cagliari”: riguarda gli articoli pubblicati, nel corso di parecchi anni, sul settimanale diocesano “Nuovorientamenti”, in cui si possono scorgere le ombre e le luci, come appunto si trova nel titolo, della capitale della Sardegna, attraverso la storia, le bellezze, i tramonti e quanto di splendido e di brutture si trova. Vi è Cagliari presentata in tutti i suoi aspetti attraverso lo studio delle targhe stradali cagliaritane. In appendice, l’autrice presenta una serie di personaggi femminili che si trovano in lavori riguardanti la Sardegna.
La Thermes ha inoltre collaborato con numerose riviste e numeri unici come “Almanacco di Cagliari” con articoli di grande spessore riguardanti sempre Cagliari e la sua storia passata. Altre collaborazioni sono con “Bollettino bibliografico della Sardegna” e “S’ischilia”, e ha fatto un profondo studio su Sigismondo Arquer e Roderigo Hunno Baeza, due intellettuali cagliaritani del cinquecento. L’ultimo suo lavoro del 1997 è “E a dir di Cagliari…” con la prefazione di Paolo de Magistris, ultimo scritto dell’ex sindaco di Cagliari. È un libro di profondo studio scientifico, in cui presenta Cagliari attraverso i molti illustratori: parte dal secondo secolo dopo cristo e si arriva ai nostri giorni passando attraverso Claudiano, Fazio degli Uberti, Martin Carrillo, Francesco d’Austria, Alberto la Marmora, Ottone Bacaredda, Grazia Deledda, l’inglese Lawrence, Marcello Serra, Paolo de Magistris, A. Romagnino, F. Alziator, N. Valle e molti altri.
La scrittrice si è poi cimentata nella poesia spagnola, con “Sueños”(sogni),un bel lavoro su alcuni suoi pensieri ritornati alla mente.
L’8 marzo 1999, alla Thermes viene consegnato il premio “Lioness Club”, assegnato alle donne maggiormente distintesi nell’impegno culturale e sociale. Così è stata riconosciuta la donna sarda del 1999: scelta per la sua grande sensibilità e per il lavoro che l’ha fatta apprezzare non solo nella sua città di adozione ma in tutta la Sardegna.
Gli ultimi anni la vedono impegnata su “Parlano i morti (Capriccio di primavera)”, “Il mio Giorgio Aleo e la sua Historia” (premessa di Luigi Spanu), “Cantos de Otoño (Canti d’Autunno) e l’ultimo (2007) “Castello” L’autrice descrive un mondo che non c’è più, visto con gli occhi di quando era bambina. L’ultima attività letteraria della nostra illustre studiosa è imperniata sulle strade del quartiere dove ella ha passato gli anni giovanili. “Castello., con una punta di nostalgia con la consapevolezza del cambiamento del tempo, avvertendo che “Castello ha bisogno di movimento e di vita, altrimenti il quartiere sarà soltanto una scatola senza anima”.
Luigi Spanu, in “La civetta”, numero unico- Gennaio 2011

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